Un furto inaspettato

Circa un mese fa, nella Comunità “La Meridiana” è avvenuto un furto di otto biciclette. I ladri hanno rotto la rete di recinzione ed hanno portato via le bici durante la notte. La mattina seguente un infermiere si è accorto del furto ed ha chiamato i carabinieri; quindi è stata fatta la denuncia. I proprietari delle bici erano quasi increduli e sono stati presi da un senso di impotenza e rabbia. A facilitare l’opera dei ladri, poi, è stato il fatto che quasi tutte le bici, in virtù della buona fede dei proprietari, non erano chiuse col lucchetto. E così, delusi e arrabbiati, ancora oggi, alcuni dei derubati si spostano a piedi in attesa di comprare un’altra bicicletta. Ciò significa una notevole diminuzione della loro autonomia ed un aumento notevole dei tempi di spostamento. Da questa esperienza si capisce che i malintenzionati agiscono quando meno ce lo aspettiamo e che sono senza scrupoli poiché entrano nei cortili e se ciò non bastasse anche nei garage e nelle case.

La casa dei miei sogni

In tutta la mia vita ho sempre desiderato di avere una casa mia in cui vivere condividendo gli spazi o con un compagno o delle amiche. Spesso fantastico che quella casa mi piacerebbe vederla costruire dalle fondamenta in poi preferirei fosse una casa singola a due o tre piani con un modesto giardino sul quale piantarci un orto e anche farci vivere un cane. I muri interni li colorerei : il salotto di giallo canarino e anche l’entrata, le stanze da letto di blu o viola; l’arredamento a me piace molto il “vintage” o il country. Lascerei il salotto senza un divano ma metterei delle sedie comode imbottite con dei cuscini. Le pareti le adornerei con dei quadri dipinti da me. L’ambiente da giorno della casa deve essere luminoso; come luogo dove piantare radici sceglierei la città o la provincia. Io in questa casa ci andrei a vivere con un compagno o delle amiche.

Quando giocavo in mezzo ai buchi

A partire da quando avevo sei anni fino ai 10, io e i miei coetanei di scuola andavamo a giocare tutti insieme, lì vicino, dove abitava il mio primo morosetto, coetaneo. Ero molto felice, spensierata, insomma…una bella bambina. Perciò andavamo d’amore e d’accordo e così… Ci siamo messi insieme.

Dico di più: la mamma del mio primo morosetto faceva tante feste in taverna, a volte solo io e lui, ed ero molto soddisfatta.

Poi, con l’andare degli anni ci siamo divisi e perciò e non ci siamo più visti e non riconosco più nessuno dei miei coetanei da quando eravamo piccoli. Non sto scherzando.

Mi auguro un giorno di rivederci dopo tutti questi anni, arrivati a ben 40 anni con la quale, lunedì 23 febbraio 2015 sono negli anta.

Mi dispiace non aver visto più nessuno. Con questo chiudo. Concludo augurandomi di festeggiare tutti noi.

Ciao coetanei ma soprattutto il mio primo morosetto.

Alcool disease

Ricordo raramente ancora la prima volta che ho bevuto uno spritz in centro con amici: ero agitatissima, avevo paura di parlare con amici di amici, mi sentivo come se dovessi cantare davanti a una folla per la prima volta. Insomma avevo proprio bisogno di un “calmante istantaneo”. E fu così che io e il maledetto spritz facemmo “ conoscenza”. Di lì a poco mi resi conto che di quella “pozione rossa amara” non potevo più farne a meno perché mi aiutava a essere più rilassata, più simpatica e più affascinante… ora dico che erano cavolate che ho dovuto pagare sulla mia pelle. Dal primo alcolico all’ultimo sono passati ben 5 anni… avevo un serio problema di dipendenza da alcol. Per mia fortuna ero già in cura da una neuropsichiatra infantile che mi indirizzò, al compimento dei 18 anni, al SerT di Padova. Io e la mia nuova psicologa andammo subito in sintonia: le raccontavo tutto (soprattutto le cavolate che facevo in giro) poiché mi fecero sentire a mio agio e per niente in imbarazzo. Mi ha seguito per tutti i 5 anni, facendomi sentire meno sola ad affrontare questa dipendenza. Furono anni molto duri, facevo un passo avanti e due indietro. Mi sentivo una fallita, mi vergognavo di me stessa e delusi tanto chi mi vuole bene. Ma alla fine portandomi dietro molte ferite ce l’ho fatta!! L’alcool non fa più parte della mia vita, e se sono fiera di me stessa è solo grazie alla mia fatica.

Lu

Cosa significa essere depressi

Sono Giuliana, è da circa 2 anni che mi trovo in Meridiana.

In questo periodo mi trovo in grossa difficoltà per un malessere mio interiore che mi provoca angoscia e attacchi di panico.

Se ripenso al mio passato mi sembra impossibile di avere questo stato d’animo. Ho lavorato per circa 30 anni come confezionista, era un lavoro che mi piaceva e mi dava tante soddisfazioni. Ora come ora, non riesco più a concentrarmi anche nelle cose più semplici. Penso con tanta nostalgia a quel periodo della mia vita quando mi sentivo soddisfatta e appagata. Penso sia fondamentale nella vita di ogni individuo, avere un lavoro e non sentirsi come un parassita nella società.