Crimine o necessità?

Un mese fa circa è avvenuto un furto di 8 biciclette in Meridiana, una delle quali era mia.

I ladri sono entrati tagliando la rete proprio davanti ai portabiciclette, nel cuore della notte. Il fatto mi fu annunciato da Michele la mattina seguente, proprio mentre mi ero preparato a prendere la bici per andare a fare colazione fuori. Mi sono sentito scoraggiato e dispiaciuto, e anche un po’ in colpa dato che la mia bici non l’avevo legata, cosa che avrei dovuto fare per rendere ai ladri più difficile il compito, o quantomeno per poter dire a me stesso di aver fatto tutto quello che potevo fare.

Lì per lì, a furto avvenuto, le frustrazioni e i pensieri vittimistici possono essere tanti, ma uno che non riesco a non considerare è che di quella bici, forse, avevano più bisogno i ladri che me.

A me è capitato di rubare soldi ai miei genitori, quando non c’era verso che me li dessero spontaneamente. In quelle situazioni nessuna morale è importante, si ha bisogno di qualcosa che nessuno è disposto a darti, per cui si arriva a sentirsi costretti a mettere in atto un furto.

Penso che l’unica maniera di prevenire atti del genere sarebbe una più equa distribuzione delle risorse economiche tra tutti gli abitanti del territorio.

Disse un uomo in passato: “È più criminale derubare una banca o fondarne una?”

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