L’obiettivo è: avere un obiettivo – La storia di W.

Due anni fa è giunta qui in Meridiana come residente una ragazza timida e ansiosa, esattamente dopo Fuori di Festa. Questa ragazza non sapeva cosa l’aspettava ma sapeva quello che voleva ottenere. L’obiettivo era uscire fuori di casa e trovarsi un lavoro.
Per arrivare ad una casa quasi autonoma ce n’è voluta di strada! Questa ragazza, con un sacco di operatori e compagni di vita, con molta fatica e anche litigando con qualcuno, è riuscita a cambiare i suoi schemi mentali. Alcuni esempi? Fuga davanti ad un ostacolo, essere sregolata nel mangiare e nel dormire, ecc.

Questo è stato molto difficile per una che non faceva altro che uscire e accompagnare le sue amiche dappertutto e che in fondo una vita sua non ce l’aveva. Sì, perché l’unico modo di sentirmi utile era quello di aiutare gli altri ma, come dicono qua i miei amici, è più facile aiutare gli altri che sé stessi.

Gli operatori di riferimento

Nel mio percorso di riabilitazione ho incontrato Giulia che mi ha sempre dedicato molto tempo per parlare.  Abbiamo analizzato insieme i miei comportamenti ed mi ha aiutato a capire come correggerli (anche se a volte è un po’ severa ma lo fa a fin di bene). Ho incontrato anche Alessia che con la sua comprensione e le sue battute ha sempre saputo tirarmi su il morale quando ce n’era bisogno e stangarmi allo stesso tempo. Voglio molto bene a entrambe in egual modo perché hanno sempre saputo come aiutarmi  (come voglio molto bene a tutti gli altri operatori).

Come raggiungere l’obiettivo?

Strada facendo, ho imparato che non può solo esserci solo il divertimento nella vita e ad essere meno rigida di pensiero. Questi obiettivi li ho raggiunti grazie anche a vari gruppi con lo psicologo e la psichiatra anche se non riuscivo quasi mai a parlare. Contemporaneamente ho fatto diverse attività sia la mattina che il pomeriggio. In questo modo gli operatori si sono fidati della mia tenuta futura al lavoro e anche perché la riabilitazione prevedeva quello.
Pian piano ho iniziato i tirocini dentro il Gruppo Polis che a parere di tutti sono andati bene. Io non ci credevo! Infatti, un altro mio problema è la profonda sfiducia in me stessa e la pochissima autostima ma con i piccoli successi è cresciuta enormemente.

L’assertività

Un’altra cosa che ho imparato è usare l’assertività. Se non ricordo male è la capacità di dire di no con educazione. Ancora meglio, di dire come ci si sente, che è l’unica cosa che l’altro non ti può contestare. Così dici come ti senti e come ti ha fatto sentire quella persona con quel determinato comportamento. E’ l’inizio di un accordo fra le parti per riuscire a ferirsi il meno possibile (non che io lo sappia usare bene e sempre però qualcosa ho imparato).

Una tappa ma non la meta

Per ultimo ho iniziato un tirocinio a scopo assunzione alla Nalesso come segretaria. Devo principalmente rispondere al telefono, citofono, fare i caffè se richiesti e controllare l’ordine delle sale riunioni. Ahimè, l’inizio è stato davvero duro! Non mi rendevo conto di cosa era importante e cosa no e soprattutto passando le telefonate ai colleghi parlavo velocemente per l’ansia e quindi loro non capivano.
Col tempo sono migliorata e soprattutto il mio pezzo forte sono i lavori al pc, come dimostrato nei tirocini precedenti. Mi sento meno brava nel front office anche se sono migliorata al telefono e nell’accoglienza. In ogni caso io ce l’ho messa e ce la sto mettendo tutta e questo mi basta.

Un obiettivo che continua

Ci sono sicuramente ancora molte montagne da scalare ma ciò che mi permette di reinserirmi nella società (sia come coinquilina che come lavoratrice) è già presente. E ne sono fiera!
Volevo ringraziare tutto lo staff della Meridiana per gli obbiettivi raggiunti. Allo stesso modo i miei compagni di viaggio che anche loro mi hanno sia supportata che sopportata.

Un grazie di cuore

W.

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