il mio tirocinio in P.N.L.

 

buongiorno cari lettori di M.N., con la comunità la “Meridiana” ho avuto la possibilità di fare dei tirocinii, quest’ultimo era in Polis Nova Lavoro (P.N.L.) dopo nove mesi di tirocinio, mi ritrovo a scrivere questa esperienza: bella, positiva e sopratutto portata a termine con successo, è di questo ne vado fiero perchè era anche faticoso ma nonostante tutte le intemperie del mal tempo posso dire “ci siamo riusciti!”….ho imparato tante cose anche perchè le mansioni erano diverse poi con il tempo erano sempre le stesse quindi mi sono velocizzato su mansioni semplici,anche su quelle un pò piu’ complesse,sono riuscito a portarle a termine. Ho imparato che il lavoro costa fatica ma dà tanta soddisfazione nel vedere che i bilanci delle varie verifiche sono stati positivi e buoni,…mi porto a casa tante cose positive di me che prima non conoscevo o comunque davo per scontato ad esempio: il mio essere timido, insicuro, avere l’autostima sotto i piedi ecc…tutte cose abbastanza superate questo grazie alle persone positive che ho incontrato che hanno creduto in me e che mi hanno dato la possibilità di “crescere“.

Il mio tirocinio a bosco di Rubano

Vorrei raccontare ai lettori la mia esperienza di tirocinio lavorativo all’osteria del parco di Rubano.

Le prime due volte sono stata accompagnata dagli operatori, e meno male! Ero molto agitata.

Il primo giorno il responsabile mi ha mostrato come sparecchiare le tavole dove avevano mangiato i clienti e come lavare i bicchieri, poi ha probabilmente ha percepito la mia tensione e mi ha detto di mettermi in un angolo ad osservare. Passato l’attimo di insicurezza mi sono messa a lavare una montagna di bicchieri e il responsabile mi ha detto che sono stata brava, ma sono rimasta ancora più soddisfatta quando la mia collega del banco bar , in questi giorni,  mi ha detto che le ho dato un grosso aiuto e l’essermi sentita utile è stata una sensazione straordinaria!

Tina

ZUMBA: DAJE TUTTA!

Da circa un anno sto praticando Zumba, il nuovo sport che sta spopolando nelle palestre. Alla mia prima lezione di prova ero molto a disagio ma allo stesso tempo ero molto incuriosita. Ricordo quel giorno: le “zumbere” erano tutte magre e seguivano in maniera naturale e disinvolta i passi e il ritmo ipnotizzante dell’istruttrice: Morena! Questa fantastica donna con dei lunghi capelli neri si muoveva in alchimia perfetta con i ritmi latino-americani, salsa, merengue e reggaeton. Straordinariamente, (premetto che sono negata a ballare!) riuscivo a modo mio a ripetere i passi lasciandomi andare a questi ritmi così coinvolgenti! Le lezioni a seguire sono state molto significative, pesavo 106 kg e non praticavo sport da anni. Mi sentivo goffa, imbranata e evitavo di osservarmi nel grande specchio di fronte a noi nella palestra. La grande sensibilità di Morena mi aiutato a vincere l’imbarazzo, e con le sue parole semplici e decise, sono riuscita a portare avanti questo sport con passione, fatica e tanta soddisfazione. Molte volte ho ballato con le lacrime agli occhi ma grazie a Morena, le “Zumbere”, la mia famiglia e le persone della comunità, ora ballo con più precisione , passione, soddisfazione e sul mio viso ora c’è il sorriso!

Consiglio Zumba a tutte quelle persone che hanno bisogno di perdere peso e che vogliono sentirsi donne decise, con un equilibrata autostima e per ritrovare la loro sensualità. Ma non solo! Ho visto anche bambine divertirsi e persone anziane, con ovviamente ritmi e passi adatti alle varie età.

P.S: Alla fine in un anno – 20 kg e + 100% autostima!

La Lu

Tirocinio a Fuori di campo

Gentili lettori di meridiana news oggi vi voglio raccontare la mia esperienza a fuori di campo come tirocinio. Per iniziare ho fatto 2 giorni di 3 ore ciascuno e per me si è trattato di sperimentarmi in un posto nuovo con nuove mansioni da svolgere. Devo dire che io sono amante della natura  e perciò questo è un tipo di lavoro che mi dà soddisfazioni anche se faticoso. Il luogo dove si svolgono i lavori comprendono 7 ettari di terra cioè sono circa 22 campi e ci sono mezzi agricoli per lavorare la terra ma i raccolti si svolgono principalmente a mano e senza usare diserbanti dato che si tratta di una coltura biologica e a km 0. Anche gli operatori che lavorano lì sono molto gentili, pazienti e ti mettono a tuo agio. Devo dire che facendo un bilancio posso dire che mi sono trovata bene e mi sono impegnata portando a termine ciò che mi veniva chiesto.

v.

Come liberarsi dai propri condizionamenti

Il brano letto parla di un elefante incatenato a un paletto dalla nascita: non riesce a liberarsi dal paletto neanche da grande perché nemmeno ci prova convinto di non riuscirci.

Anche ciascuno di noi è incatenato a tanti paletti,a tanti limiti, a tanti condizionamenti.

Ricordo ad esempio la mia prima lezione in piscina, quando l’istruttore disse di immergere la testa nell’acqua con gli occhi aperti: ero convinta di non riuscirci perché in precedenza avevo appreso che l’acqua poteva costituire un pericolo.

Invece pian piano mi immersi anch’io come gli altri, superando almeno in parte quel limite.

E di limiti da superare ce ne sono tanti però è possibile farcela come conclude il brano, mettendoci tutto il cuore, mettendo in campo tutte le nostre energie.

 

Maria

Gruppo musica

Con Francesco e Carlo stiamo provando in una saletta musicale le canzoni che poi esibiremo al Fuori di Festa 17.

Abbiamo cominciato a febbraio e col tempo abbiamo trovato e provato diversi pezzi, il cui totale ammonta attualmente a cinque.

Inizialmente sono emerse difficoltà da parte di Carlo e me nel contare le battute durante gli assoli, ma col tempo ci stiamo migliorando.

I pezzi sono: un blues, Narcotic dei Liquido, What a Wonderful World dei Ramones, So lonely dei Police, e Seven Nation Army, la colonna sonora dei mondiali di calcio 2006.

Per ora abbiamo provato un’ora a settimana ma, con l’arrivo di maggio, ci siamo ripromessi di provare due ore.

Filippo

Lati positivi e lati negativi in CTRP

Caro lettore,

mi viene da dire che ci sono molte cose negative e positive che si incontrano entrando in comunità. Parto dalle meno favorevoli, così via il dente, via il dolore. Per un periodo ho sentito la nostalgia di casa e la voglia di ritornarci, ma gli operatori mi hanno fatto capire che trovare una soluzione più autonoma è meglio. Ho provato rabbia e delusione verso tutti, diciamo che ora me ne sto facendo una ragione, e quello che resta è un po’ di paura per il futuro, anche se devo dire che sento molto la vicinanza degli operatori in questo cammino per l’autonomia.

Il bello è invece che qua in Meridiana ho trovato delle persone con cui confidarmi, persone con cui non mi vergogno se non ho niente da dire, basta la compagnia. In questo momento mi sento contornata da persone che mi fanno star bene e sono felice.

Valentina

Lavoro oggi tra utopia e realtà

  • Miraggio Con la situazione di crisi economica attuale e la conseguente disoccupazione trovare un lavoro è un obiettivo molto difficile da raggiungere.
  • Impegno Quando si ha un lavoro bisogna impegnarsi per portarlo avanti anche quando ciò comporta dei sacrifici tipo alzarsi presto la mattina, gestire l’ansia da prestazione, sopportare l’arroganza di qualche collega e l’occhio critico del capo.
  • Autonomia La conseguenza più bella del lavoro è l’autonomia, guadagnando col proprio sudore quanto basta al proprio sostentamento: questo significa anche essere soddisfatti di sé.
  • Diritto La Costituzione Italiana afferma che il lavoro è un diritto della persona. In pratica però questo diritto non è affatto garantito: bisogna armarsi di grinta e pazienza per portare curriculum vitae nei pochi posti che cercano personale, ed essere contattati anche per una risposta negativa è spesso un’utopia.
  • Ansia Recarsi nel posto di lavoro può anche comportare una certa dose di ansia che se non è troppo alta può aiutare nello svolgimento del compito a livelli buoni o ottimali.